Disoccupazione lunga durata

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Disoccupazione di lunga durata

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Il tasso di disoccupazione di lunga durata è la percentuale di persone disoccupate per un periodo superiore ai 12 mesi sul totale dei disoccupati (15-74 anni).

L' Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile prevede diciassette obiettivi ambiziosi, in materia di sviluppo sostenibile e relative dimensioni economiche, sociali, ambientali e di governance. Le iniziative prioritarie per l’occupazione sono garantire entro il 2030 un’occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per donne e uomini, compresi i giovani e le persone con disabilità, e un’equa remunerazione per lavori di equo valore.
La disoccupazione di lunga durata, un indicatore che segnala la difficoltà dopo aver perso il lavoro di ottenere in un lasso di tempo medio (12 mesi) una nuova occupazione, corrisponde ad una quota elevata dei disoccupati piemontesi, pari al 50,8% nel 2023, seppure in calo rispetto al periodo post-pandemico.
Nelle regioni italiane di confronto (Veneto, Emilia Romagna e Toscana), che storicamente avevano quote di disoccupati di lunga durata inferiori a quelle piemontesi, la situazione è peggiorata a partire dal 2008: tale indicatore, infatti, è costantemente diminuito lungo tutto l'arco degli anni 2000, nel 2008 ha raggiunto un picco in corrispondenza della crisi economico-finanziaria, e, dopo un calo registrato nel 2009, è tornato ad aumentare fino al 2014 per poi registrare una lieve flessione fino al 2020. In un periodo di difficoltà economica anche quei mercati del lavoro che erano soliti assorbire i disoccupati più velocemente rispetto a quello piemontese si sono trovati in difficoltà. A partire dal 2021, a seguito della ripresa delle attività economiche e produttive che ha incentivato la ricerca di lavoro, si osserva al contempo sia un aumento del numero di disoccupati, soprattutto di lungo periodo, sia la diminuzione della quota di inattivi (tasso inattività). 

Tra le province piemontesi si rilevano valori che si distanziano notevolmente dalla media regionale. In particolare la provincia di Cuneo nel 2022 mostra un andamento particolarmente positivo, raggiungendo il valore più basso della regione nel suo complesso (37,4%). Asti, Alessandria e Biella, invece, si dimostrano essere territori nei quali si fatica a riassorbire quote di lavoratori che si trovano a lungo fuori dal mercato. Infatti più della metà dei disoccupati (rispettivamente 65,5%, 60,2% e 59,8%) si trovano in questa condizione da oltre 12 mesi. 

EUROSTAT, ISTAT. Indagine europea sulle Forze lavoro (LFS).

Il Regolamento (UE) 2019/1700 del Parlamento europeo e del Consiglio, che si applica a decorrere dal 1° gennaio 2021, ha stabilito requisiti più dettagliati e vincolanti per le statistiche europee su persone e famiglie basate su dati a livello individuale ottenuti su campioni, con l’obiettivo di migliorarne l’armonizzazione. Pertanto, a partire dal 2021 la nuova rilevazione Forze di lavoro ha recepito le indicazioni del Regolamento, introducendo cambiamenti nelle definizioni di famiglia e occupato e utilizzando un nuovo questionario. Per rendere confrontabili le nuove stime rispetto ai dati riferiti agli anni passati l'Istat ha provveduto a ricostruire le serie storiche dei principali indicatori del mercato del lavoro a partire dal 2018.
A partire dal 2018 il tasso di disoccupazione è calcolato sulla popolazione di età 15-74 anni.  
Break nella serie storica: il 2018 e successivi sono discontinui rispetto alla serie storica precedente.
I dati per la Valle d'Aosta non sono disponibili perchè non affidabili.

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